Kirklee Terrace Lane

Queen's Park

Queen's Park

Millbrae Crescent

Queen's Dr

9 December 2013



A Glasgow ci vivono anche loro, impegnandosi quotidianamente a promuovere l'immagine della citta'. Sono i colleghi dei chavs inglesi, nonche' i protagonisti indiscussi della criminalita' scozzese.
La non cultura di questi soggetti quasi umani li porta ad essere individui violenti, alcolizzati e spesso tossicodipendenti.
Soggetti che, grazie allo stile di vita praticato, raggiungono difficilmente i 50 anni di eta', comunque sufficienti per sperperare generose quantita' di denaro pubblico investito dai governi per risolvere una situazione da terzo mondo.
Da sempre allergici alle armi da fuoco, hanno nel tempo sviluppato la malsana abitudine di utilizzare quelle da taglio, grazie alle quali compiono la stragrande maggioranza degli omicidi in terra scozzese. Criminalita' che difficilmente interessa il resto della popolazione. Come se esserne vittima fosse un privilegio riservato al ned. 
Non parlano con la lingua. Lo fanno con il naso.
Vivono nelle aree malfamate delle citta' scozzesi, dalle quali difficilmente si spostano. Contribuiscono in questo modo a disegnare la geografia della delinquenza, creando piu' citta' all'interno della medesima citta'. Aree con un alto tasso di delinquenza affiancano oasi sicure, con un'alta qualita' della vita nelle quali migliaia di famiglie crescono quei figli che modelleranno la Scozia del futuro.
Anche questo e' Regno Unito. Loro? Forse le vittime di questo sistema.

27 November 2013



Il 2014 sara' un anno storico per la Scozia. Si appresta infatti ad ospitare la Ryder Cup e i Giochi del Commonwealth. Ma soprattutto, sara' l'anno nella quale gli scozzesi decideranno se separarsi o meno dal Regno Unito. Si votera' nell'anno del 700esimo anniversario della battaglia di Bannockburn (1314), nella quale l'esercito inglese fu sconfitto dalla forze di Robert the Bruce.
Ad essere chiamati al voto saranno tutti i cittadini residenti in Scozia ad aver compiuto il 16esimo anno di eta'. Cio' significa che avranno la possibilita' di votare gli stranieri residenti ma non gli scozzesi che vivono in altre parti del Regno Unito e del mondo. 
Il movimento indipendentista e' rappresentato dallo Scottish National Party, guidato dal temuto Alex Salmond (che non si traduce in Alessandro il Salmone, per quanto quel pesce ben rappresenti l'identita' scozzese), e dai Verdi. Quello unionista include invece i Liberaldemocratici, i Conservatori e i Laburisti.
Ebbene si'! Conservatori e Laburisti fanno parte dello stesso schieramento e cercano (a fatica) di diffondere il medesimo messaggio.
Difficile prevedere un risultato di un referendum cosi' importante che, comunque vada, cambiera' la storia della Scozia e compromettera' ulteriormente i rapporti all'interno di un regno che resiste dal 1707. Impossibile anche prevedere le potenziali conseguenze della decisione che gli abitanti della Scozia si apprestano a prendere.
Da una parte gli indipendentisti desiderano formalizzare ulteriormente una divisione che di fatto gia' esiste. La Scozia ha infatti un proprio Parlamento, una propria bandiera ed un sistema legale differente rispetto al resto del Regno Unito. Vorrebbero inoltre seguire l'esempio di altri stati europei, che hanno negli anni approfittato della loro piccola dimensione per creare sistemi politici ed economici dinamici e di successo. Dall'altra parte gli unionisti sostengono che le attuali finanze della Scozia non permettono al Paese il lusso dell'indipendenza e che, qualora si dovesse procedere con la separazione, sarebbe necessario aumentare la pressione fiscale e procedere con tagli della spesa pubblica. Ritengono inoltre che il Paese avrebbe minor peso internazionale qualora non venisse rappresentato all'interno del Regno Unito.
Ma come e' logico credere e pensare, sara' l'aspetto economico a giocare un ruolo fondamentale. Il futuro della Scozia dipende molto piu' dal valore delle riserve petrolifere che possiede rispetto al sentimento patriottico dei suoi abitanti.

29 October 2013



Onalim, blog che ogni italo-milanese dovrebbe leggere regolarmente, ha avuto il privilegio di intervistare l'italo-lombardo. Ecco qui sotto il risultato:

Onalim: Sei milanese?
Italo Lombardo: Sono un ibrido, cresciuto fra Milano e la provincia lombarda. A Milano ho comunque vissuto e lavorato per anni.

Onalim: Da quanto tempo vivi a Glasgow?
Italo Lombardo: Sono arrivato a Glasgow a fine 2005, con l’intenzione di rimanerci per qualche mese. Non l’ho piu’ lasciata. Attualmente lavoro per un’azienda manifatturiera scozzese. Sono una specie di ragioniere specializzato, che trascorre buona parte del suo tempo a seguire concerti di musica dal vivo e ad esplorare le isole britanniche.

Onalim: Che concerti hai visto?
Italo Lombardo: A Glasgow e’ piuttosto facile trovare musica dal vivo. Simple Minds, Belle&Sebastian, Franz Ferdinand, Mogwai e Travis sono solo alcune della bands musicali nate da queste parti. Del posto mi piacciono i Camera Obscura, gli Admiral Fallow e anche i Bwani Junction.

Onalim: E che isole hai esplorato?
Italo Lombardo: La Scozia e’ formata da circa 790 isole, delle quali solo 130 abitate. Ovviamente ne ho visitate solo una piccola parte. Mi piace Skye; turistica anche se ben rappresenta l’essenza scozzese avendo distese incontaminate, con paesaggi mozzafiato che alternano spiagge bianche a vallate rocciose. Delle piu’ piccole mi sono piaciute sia Colonsay sia Tiree. Isole di colore verde intenso, grazie alla pioggia che ricevono ininterrottamente. 

Onalim: Come si lavora a Glasgow?
Italo Lombardo: Si trascorre meno tempo in ufficio, spesso si lavora meglio. Con meno isterismo e probabilmente un miglior equilibrio fra lavoro e tempo libero.

Onalim: Sono passata da Glasgow lo scorso maggio, e ho visto dei personaggi che sembravano usciti dal film Trainspotting, tra cui credo la donna più magra del mondo. Sono comuni questi personaggi?
Italo Lombardo: A Glasgow esistono, soprattutto in certi quartieri. Presenta evidenti diseguaglianze sociali e si tratta di una citta’ dove ricchi e poveri vivono a stretto contatto, pur non condividendo nulla fra loro. Le zone della Scozia con la piu’ alta e la piu’ bassa speranza di vita sono entrambe nell’area metropolitana di Glasgow.

Onalim: Qual è l’anima di Glasgow?
Italo Lombardo: Glasgow e’ una citta’ trasandata, giovane, anticonformista e musicale. Una citta’ che offre discrete opportunita’ di lavoro ed un costo della vita contenuto rispetto ad altre citta’ europee. Una citta’ nella quale le zone ricche (prevalentemente a ovest e a sud del centro citta’) sono ben diverse da quelle povere (nord e est del centro citta’).

Onalim: La Willow Tea Rooms di Charles Rennie Mackintosh è una trappola per turisti o è realmente frequentato dagli scozzesi?
Italo Lombardo: Non ci sono mai stato e conosco pochi Glaswegian che ci hanno messo piede. Ho quindi l’impressione sia una trappola, per turisti e non.

Onalim: Comunque le torte sono buone. Che ruolo ha il vento nella vita di chi abita in Scozia? 
Italo Lombardo: Vento e pioggia sono spesso presenti. A maggior ragione nei mesi invernali. Mai conosciuto nessuno trasferirsi da queste parti per il meteo. 

Onalim: E le pecore? 
Italo Lombardo: La Scozia è popolata da circa 7 milioni di pecore e poco più di 5 milioni di esseri più o meno umani. Le padrone di casa sono di conseguenza loro.

Onalim: Nel tuo blog hai scritto “Ci si integra nel momento in cui si apprezza la nazione che ci ospita. Non quando si smette di frequentare gli italiani”. 
Italo Lombardo: Scappiamo dall’Italia per diversi motivi, spesso perche’ non siamo pienamente soddisfatti del nostro Paese. Una volta all’estero, ci ritroviamo a lamentarci del luogo che ci ospita, senza smettere di evidenziarne le differenze. Non sono certo questa sia integrazione. Per meglio conoscere una nuova cultura, impararne la lingua, credo sia necessario un approccio un pochetto piu’ proattivo e positivo. Che potrebbe anche significare chiudere un occhio quando vediamo qualcosa che non ci piace, atteggiamento che potremmo utilizzare anche nel nostro Paese. L’integrazione credo sia una logica conseguenza di un approccio di questo tipo. Senza dover smettere di frequentare connazionali in terra straniera, con i quali abbiamo piu’ di qualcosa in comune.

Onalim: Quali sono le differenze con Milano?
Italo Lombardo: Il meteo e’ certamente differente. Non esiste l’aperitivo e i rapporti umani si sviluppano in maniera diversa. C’e’ comunque meno isterismo, piu’ educazione ed un rapporto stipendio/costo della vita migliore. Glasgow e’ comunque poco paragonabile a Milano. Molto piu’ piccola, meno sofisticata ma anche piu’ vivibile per chi ha famiglia.

Onalim: A Glasgow hai trovato quello che cercavi?
Italo Lombardo: Sono arrivato qui senza aspettative. Ho trovato un posto accogliente che mi ha offerto un lavoro e mi ha regalato una famiglia. Disgrazie per ora non ne sono successe. Difficile lamentarsi troppo.

Onalim: Ti manca un po’ Milano?
Italo Lombardo: Mi manca eccome essendo una citta’ che adoro. Un posto che nonostante le recenti vicissitudini mantiene un carattere ed una energia uniche. Ci tornero’ volentieri quando abbasseranno i prezzi delle case, toglieranno l’afa estiva e le persone cominceranno a sorridere piu’ volte al di’.

Onalim: Quando torni a Milano dove ti piace andare?
Italo Lombardo: Ho la fortuna di tornarci regolarmente. Adoro l’area attorno a Sant’Ambrogio, l’atmosfera che si respira a Brera, il Castello. 

Onalim: Ti  ringrazio molto. Mi saluti le pecore?
Italo Lombardo: Sarà fatto. Grazie a te!

10 October 2013

L'autunno e' la stagione che meglio rappresenta la Scozia. Una stagione che spesso dura 12 mesi. Altre volte solo una decina, con primavera e inverno che poi completano l'opera.






18 September 2013


Pedalare in Scozia e' piu' difficile rispetto a farlo altrove. Lo e' principalmente per una questione meteorologica, che ha negli anni influenzato le abitudini degli scozzesi, ma anche culturale, in una societa' nella quale si era soliti utilizzare l'automobile per ogni minimo spostamento. Queste abitudini sono pero' un pochetto cambiate ultimamente. I successi sportivi dei vari Hoy, Froome, Wiggins, abbinati ad una maggiore sensibilita' ambientale dei britannici, hanno di fatto contribuito ad invertire questa tendenza. Attenzione per l'ambiente che  ha portato varie citta' ad investire, a migliorare le poche piste ciclabili esistenti, a crearne di nuove.  A differenza di pochi anni fa, in citta' quali Edimburgo e Glasgow, sempre piu' persone utilizzano le due ruote per recarsi in ufficio, per accompagnare i figli a scuola, per uscire a cena la sera. Diversi bike shops hanno aperto al pubblico un po' ovunque, creando comunita' e gruppi che fino a qualche anno fa nemmeno esistevano nella realta' scozzese.




Cio' che non cambia e' il meteo. Pioggia e vento rendono cavalcavia dei veri e propri passi dolomitici. Serve pero' ben altro per impensierire lo scozzese. 

7 September 2013

Non e' difficile. Eppure e’ tuttora consuetudine per molti italici fare confusione. 
Avere dimestichezza con la geografia non e' obbligatorio. Dovrebbe pero' essere un requisito semi-necessario per essere un giornalista che scrive di politica internazionale, a maggiore ragione del piu' letto quotidiano nazionale. Al quale bisognerebbe fare presente che il parlamento inglese non esiste da qualche centinaio di anni, sostituito dal 1707 dal Parlamento britannico, che rappresenta Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord.
Termini quali Scozia, Inghilterra, Gran Bretagna e Regno Unito sono da molti considerati sinonimi facilmente intercambiali fra loro. Dal 1999 e’ stato inoltre ricostituito il Parlamento Scozzese, parzialmente indipendente da Londra, che gode di limitate competenze legislative.  La Scozia e' una delle nazioni costitutive del Regno Unito, con un sistema giuridico autonomo, un sistema scolastico separato, una bandiera diversa oltre ad usi e costumi differenti rispetto alle altre nazioni del Regno.

27 August 2013

Sia in Italia sia al di fuori dei confini nazionali e' sempre piu' diffuso frequentare un partner straniero. Mogli, fidanzati e amanti di una nazionalita' diversa sono negli anni diventati sempre piu' comuni.

Il numero di coppie miste e' solitamente proporzionale alla presenza straniera in un determinato Paese. 
Ma non solo. 
Si tratta infatti di un fenomeno che presenta dinamiche diverse a seconda del Paese nel quale ci si trova. Esistono nazioni storicamente piu' mature e aperte e altre piu' chiuse, tradizionaliste e diffidenti nei confronti del diverso. Uomini e donne si comportano inoltre in maniera differente all'interno della medesima nazione o societa'.  E' infatti ben piu' comune che sia l'uomo italiano a frequentare una persona straniera. Abitudine meno diffusa fra le donne italiane, che tendono a scegliere un partner straniero meno rispetto agli uomini. Trend che viene solitamente rispettato anche nel momento in cui gli italiani si trasferiscono all'estero.

Esistono invece nazioni nelle quali sono ben piu' numerose le donne che scelgono un partner straniero.

Ma perche' noi italici ci comportiamo in questo modo?

12 August 2013

from: ercol.com.au

Luciano Randolfo Ercolani nasce nel 1888 a Sant'Angelo in Vado, non lontano da Urbino. Si trasferisce a Londra nel 1898, dove frequentera' lo Shoreditch Technical Institute, studiando storia del design. Nel 1920 fonda Ercol, azienda tuttora punto di riferimento nell'industria dell'arredamento britannica, che negli anni ha saputo espandersi e conquistare mercati al di fuori del Regno Unito (Italia inclusa). Nel catalogo dell'azienda, oltre alla storica serie Windsor, figurano sia progetti ideati internamente sia prodotti frutto della collaborazione con illustri designers. Ercol, specializzata nella lavorazione del legno massello di rovere, faggio, olmo e frassine, e' inoltre famosa per utilizzare legname proveniente da foreste selezionate attaverso severi criteri di sostenibilita'.

Linee semplici, eleganti, quasi scandinave, che stanno regalando all'azienda una seconda giovinezza. In parte dovuta ad un crescente interesse del pubblico britannico per lo stile vintage; in parte conseguenza della presenza di un discreto mercato dell'arredamento usato, grazie al quale clienti squattrinati, che prestano attenzione all'ambiente, hanno la possibilita' di scambiarsi articoli con decine di anni sulle spalle per poche sterline e a zero impatto ambientale.

1 August 2013

Probabilmente dovuto ad un numero sempre maggiore di italiani che cercano fortuna all'estero, sono in aumento guide, blog, siti che offrono consigli a coloro i quali decidono di espatriare.  Fra i suggerimenti piu' comuni, quello di evitare di frequentare altri italiani all'estero. A detta di molti,  instaurare rapporti con connazionali, ritarderebbe infatti l'integrazione nel Paese che vi ospita.

Per quanto relativamente vero, si tratta di un suggerimento curioso, che proviene da un popolo al quale capita spesso di lamentarsi delle difficolta' che si incontrano nell'instaurare rapporti di amicizia all'estero, nonche' delle diverse abitudini adottate dagli stranieri nel momento in cui interagiscono fra loro.

Evitare di frequentare individui muniti di uno straccetto che qualcuno continua a chiamare carta d' identita', significa non interagire con la societa' del Paese che ci ospita. Comunita' italiane sono infatti presenti in ogni angolo del pianeta.
Farlo nel momento in cui ci si trova all'estero non significa denigrare la cultura locale. Nemmeno isolarsi dalla societa' che ci ospita. Significa invece approffittare di un'opportunita' che ci permette di mantenere un contatto con la madrepatria, pur vivendo lontano da essa. Significa utilizzare una lingua, frequentare individui con i quali abbiamo ben piu' di qualcosa in comune. Che non esclude l'interazione con le persone del posto, elemento essenziale per esercitare la lingua, conoscerne le abitudini e le caratteristiche.
Escludere connazionali (o comunque espatriati in generale) dalle proprie frequentazioni, significa pero' forzare la mano al contrario e vivere da apolidi al di fuori dei confini nazionali.
Ci si integra nel momento in cui si apprezza la nazione che ci ospita. Che significa chiudere un occhio quando vediamo qualcosa che non ci piace e mostrare entusiasmo quando qualcosa ci piace. Adottare questo semplice e positivo accorgimento, ci permettera' di frequentare un po' chiunque, compresi quegli italiani dai quali ci continuano a dire di stare alla larga.

29 July 2013

Photo: scot-rail.co.uk


Secondo i dati pubblicati dall’UIC (International Union of Railways), nella sola Europa esistono ben 6.637 Km di strade ferrate super-rapide, utilizzabili da treni in grado di raggiungere una velocita’ superiore ai 250 Km/h.

La maggior parte di essi sono in Spagna (2.056 Km), Francia (1.896 Km), Germania (1.285 Km) e Italia (923 Km). Nel Regno Unito, solamente 113 Km (linea Londra – Tunnel della Manica).

La rete ferroviaria della Gran Bretagna, che risulta essere la piu’ antica del mondo, ha un’estensione di circa 15.500 Km, utilizzabili quasi esclusivamente da treni che non superano i 200 Km/h. Buona parte della rete (oltre 10.000 Km) non risulta nemmeno essere elettrificata. Che significa che e’ tuttora percorsa da treni alimentati da motori diesel, con un conseguente impatto negativo sull’ambiente ed una evidente ripercussione sui tempi di percorrenza.

Il treno che collega Glasgow a Londra (650 Km) impiega tuttora circa 4 ore e mezza. Quello che collega le due principali citta’ della Scozia circa un’ora per percorrere i 70 Km che dividono Glasgow da Edimburgo.

Prezzo del biglietto di sola andata? £ 12.50 (€ 15).


Abbonamento annuale per coloro i quali decidono di vivere in una citta’ e lavorare nell’altra? 

£ 3.500 (€ 4.500)….

15 July 2013

Nel post "Costo della casa nel Regno Unito" avevo la sensazione di avere fornito sufficienti informazioni sui prezzi della casa nel Regno Unito. Impressione confermata dalle quasi numerose email ricevute dai lettori che, nonostante la prepotente estate britannica, non disdegnano comunque una visita all' italo-lombardo. Mi e' di conseguenza poco chiaro il motivo per il quale la BBC abbia sentito il bisogno di spingersi oltre, fornendo uno strumento quasi rivoluzionario, che permette di stabilire dove e' possibile vivere in Gran Bretagna in base alla propria disponibilta' economica.

Ma non me la prendo. Anzi! Vi spiego pure come funziona questo calcolatore (BBC housing affordability calculator), strumento che produce un risultato nel momento in cui si forniscono le seguenti informazioni:

  1. acquistare o affittare?
  2. se si seleziona l'opzione acquisto, e' necessario indicare la somma di denaro che si desidera utilizzare come deposito;
  3. il numero di camere da letto dell'unita' abitativa che si desidera acquistare o affittare;
  4. l'unita' abitativa che si vuole considerare, scegliendo fra economica, nella media oppure costosa;
  5. l'ammontare mensile che si intende investire nel mutuo o nell'affitto.
Una volta risposto a questo domande, il calcolatore sara' nella condizione di indicare sulla mappa della Gran Bretagna le zone nelle quali e' possibile vivere con il vostro budget. Per quanto si tratti di uno strumento con delle limitazioni, permette comunque a coloro i quali desiderano trasferirsi nel Regno Unito di avere un'idea del costo della casa in una determinata zona.

2 July 2013



In base ai dati forniti da WealthInsight, pubblicati dal quotidiano The Guardian, alla fine del 2011 oltre 10.000 multimilionari risiedevano in Gran Bretagna. La societa’, specializzata nella gestione di patrimoni, classifica multimilionari gli individui con un patrimonio superiore a 30 milioni di dollari americani (circa 23 milioni di Euro). WealthInsight ha inoltre provveduto a suddividere questi individui in base a dove vivono, arrivando alla conclusione che quasi la meta’ di questi 10.000 personaggi dalle tasche piene risiede a Londra (4,220). Oltre alla capitale, ecco la situazione delle altre citta' britanniche:


Manchester 170
Glasgow 158
Edinburgh 134
Birmingham 130
Leeds 115
Aberdeen 115
Belfast 96
Bristol 91
Liverpool 78
Cardiff 72
Leicester 67
Newcastle 44
Cheltenham 41
Norwich 37
Carlisle 37
Nottingham 33
Oxford 33
Reading 31
Exeter 30

La citta’ di Aberdeen, grazie all’industria petrolifera, presenta la piu' alta concentrazione di multimilionari (53) per 100.000 abitanti. Seguono Londra (51.6/100.000), Cheltenham (35.4/100.000), Carlisle (34.4/100.000) e Manchester (33.8/100.000).

24 June 2013


Oggi si parla di un appuntamento da non perdere nel panorama degli eventi musicali britannici. Nato nel 1987, si celebra ogni anno, solitamente nella seconda meta' del mese di giugno.
Informale, tuttora relativamente pubblicizzato, ha nel corso degli anni permesso ad artisti jazz di primo livello di esibirsi in citta'.
Miles Davis, Ray Charles, Al Green, Dionne Warwick, Tony Bennett, Chick Corea, George Benson, Pat Metheny e John Scofield solo per citarni alcuni. Senza dimenticare il meglio del Jazz britannico. Da Bobby Wellins a Stan Tracey, Courtney Pine e Tommy Smith. Come spesso accade per buona parte degli eventi organizzati in citta', si tratta di un festival che raccoglie un pubblico diversificato, che include sia l'esperto che mastica quotidianamente musica jazz sia il neofita che fatica a distinguere il genere all'interno del panorama musicale.
L'edizione di quest'anno iniziera' il prossimo 26 Giugno per terminare domenica 30 Giugno. 
Nomi di spicco? Burt Bacharach, Carole Kidd, Blind Boys of Alabama and Georgie Fame. Ma non solo. Il programma completo comprende infatti numerosi eventi, inclusa l'imperdibile late night jam session.
Ulteriori info su: jazzfest.co.uk

18 June 2013


Si emigra e si affitta. A volte ci si accoppia e si riaffitta. Sovente si compra, che e’ qualcosa che da qualche anno a questa parte coinvolge un numero sempre maggiore di italiani all’estero. Che si rendono conto che il prezzo degli immobili al di fuori dei confini nazionali non e’ per forza cosi’ proibitivo come si pensava, senza troppa burocrazia e con un numero inferiore di pratiche da espletare.
Ecco qui sotto i dati recentemente diffusi dai vari enti nazionali che monitorano le compravendite immobiliari. Indicano il prezzo medio degli immobili in una determinata zona. Si tratta di un valore indicativo, che divide l’ammontare speso per il numero di immobili acquistati in una determinata area. Immobili ad uso abitativo che possono essere di qualsiasi tipo, dal monolocale alla villa con 10 camere da letto.

Qualche quartiere di Londra:

-         Kensington & Chelsea £ 1,478,675
-         Westminster £ 1,278,787
-         Camden £ 837,550
-         Richmond £ 610,295
-         Islington £ 522,450
-         Kingston upon Thames £ 383,852
-         Greenwich £ 305,158
-         Lewisham £ 294,029
-         Croydon £ 261,091
-         Newham £ 220,630
-         Barking and Dagenham £ 187,104

In Inghilterra, ma al di fuori di Londra:

-         Oxford £ 403,256
-         Cambridge £ 340,366
-         Brighton £ 284,174
-         Bath £ 281,990
-         Canterbury £ 235,240
-         Bristol £ 211,116
-         York £ 203,485
-         Dover £ 190,287
-         Southampton £ 172,772
-         Birmingham £ 158,743
-         Manchester £ 145,281
-         Derby 144,964
-         Nottingham £ 118,490
-         Middlesbrough £ 117,587
-         Hull £ 99,238

In Galles:

-         Cardiff £ 183,619
-         Swansea £ 152,400

In Irlanda del Nord

-         Belfast £ 150,176

In Scozia:

-         Edimburgo £ 212,607
-         Aberdeen £ 196,175
-         Stirling £ 183,662
-         Glasgow £ 129,191
-         Dundee £ 127,622


Evidente e’ la differenza di prezzo fra Londra ed il resto del Paese. Fra Nord e Sud e anche fra citta’ con un passato industriale e non.

29 May 2013


Lo so. Poco somiglia a cio' che si vede nel milanese.
Ma e' almeno un tentativo, apprezzato dalla colonia italica in quel di Glasgow.

Viene servito sul presto (non prima delle ore 16 e non dopo le 18), tutti i giorni della settimana (sabato e domenica esclusi) e alla modica cifra di 4.95 sterline.

Che cosa comprende?

- un cocktail a base di Aperol (Spritz o Negroni);
- una generosa porzione dello spuntino del giorno, spesso paragonabile ad uno starter,  non sempre vegetariano.

Dove?

Al Firebird in Argyle Street.


30 April 2013


Cio' che differenzia profondamente l'Italia dal Regno Unito e' il criterio con il quale l'individuo sceglie il luogo nel quale vivere. Fatta eccezione per Londra, che presenta dinamiche e caratteristiche che contraddistinguono grandi metropoli mondiali quali NY, Tokyo ecc, nel resto delle citta' britanniche chi decide di acquistare casa tende ad assumere comportamenti molto simili fra loro. Qualcosa che stupisce chi viene da fuori, a maggior ragione se proviene dall'Europa, e' la tendenza del cittadino britannico a non vivere nel centro citta'. A differenza di quanto accade tuttora in Italia, il centro di citta' quali Glasgow, Edimburgo e probabilmente anche Manchester e Liverpool, risulta essere scarsamente popolato. E' infatti particolarmente diffuso il concetto di lavorare, fare acquisti e divertirsi in centro citta'. Molto meno quello di viverci, fatta eccezione per studenti (attirati dalla vicinanze delle universita' nelle quali studiano), stranieri (che culturalmente lo considerano attraente) e individui catturati dal quel fascino. Ne consegue che i prezzi degli immobili siano spesso abbordabili, considerando la relativa richiesta.



Il  principale motivo che spinge l'anglosassone a scegliere una zona rispetto ad un'altra e' quasi sempre legato ai servizi che una determinata area offre. La scuola (pubblica), alla quale in genere e' possibile iscriversi solo nel momento in cui si risiede in prossimita' della stessa, e' spesso in cima alla lista delle priorita'. Graduatorie che misurano la perfomance di un determinato istituto scolastico, abbinate a studi di settore pubblicati regolarmente, finiscono per influenzare pesantemente le decisioni del consumatore e di conseguenza il prezzo degli immobili. Scuole ma non solo; mezzi di trasporto, accesso agli spazi verdi e assenza di traffico sono tutti criteri presi in considerazione, senza dimenticare le dimensioni, l'architettura e la qualita' degli immobili.
L'individuo influenza il mercato immobiliare attraverso queste scelte. E non solo visto che queste decisioni hanno di fatto ridisegnato le mappe delle citta' britanniche, evidenziandone ulteriormente le diseguaglianze sociali. I confini che separano il centro dalla periferia in una citta' come Glasgow sono quasi inesistenti. Ben piu' marcati quelli che separano zone particolarmente abbienti da aree che lo sono meno.



Ma quali sono le zone maggiormente desiderate da chi vive a Glasgow e dintorni?

- Hyndland (West End): una delle zone piu' caratteristiche di Glasgow. Una delle poche nelle quali gli appartamenti (quasi sempre in stile vittoriano o edwardiano) sono tuttora preferiti alle abitazioni con giardino. Non lontano dalla Glasgow University e dai Botanic Gardens, si tratta di un quartiere situato a Ovest della citta', zona nella quale la storia e l'architettura di Glasgow raggiungono la massima espressione;
- Kelvinside (West End): confinante con Hyndland, ne condivide l'atmosfera e la vicinanza alle arterie commerciali del West End, pur trattandosi di una zona nella quale e' ben piu' facile trovare ville vittoriane rispetto ai classici appartamenti;
- Park District (West End): l'area esclusiva piu' vicina al centro citta', situata sulla collina che domina il parco di Kelvingrove. Sviluppata attorno al 1850, ricorda nella forma e nella struttura georgiana la new town di Edimburgo;
- Newlands e Pollockshields (South Side): entrambe situate nel South Side, si tratta di due aree quasi eslcusivamente residenziali. La riservatezza e la tranquillita' che le contraddistinguono tendono a fare dimenticare la vicinanza alla citta'.

A ridosso della citta', sebbene non tecnicamente compresi fra i confini di Glasgow, sono diverse le aree desiderabili. Le aree amministrative dell'East Renfrewshire (con i vari Giffnock, Clarkston, Newton Mearns) e dell' East Dunbartonshire (Bearsden e Milngavie) sono oramai da decenni fra le aree piu' desiderate in tutta la Scozia. Ottimi servizi, buona qualita' della vita, vicinanza alle aree urbane senza la presenza dei problemi che da sempre le contraddistinguono, sono fattori che hanno incrementato la desiderabilita' di queste aree cambiandone di conseguenza anche i prezzi.

23 April 2013



Whitelee Wind Farm e’ uno fra i piu’ grandi parchi eolici europei. Completato nel 2009 e gestito da Scottish Power, utilizza 215 turbine eoliche prodotte dalla Siemens, ognuna con una capacita’ di produzione di circa 2,5MW. Si stima che l’energia elettrica prodotta da questo parco eolico (540MW) sia sufficiente per coprire il fabbisogno energetico di circa 300.000 abitazioni. Significa di conseguenza che, a livello teorico, sarebbe nella condizione di coprire l’intero numero di abitazioni presenti in una citta’ dalla dimensioni simili a Glasgow (600.000 abitanti circa).
Whitelee Windfarm si trova a circa 15Km dal centro di Glasgow, 370 metri sopra il livello del mare, ed e’ uno dei pochi esempi di parco eolico realizzato nei pressi di un’area metropolitana. Al suo interno sono presenti un centro di educazione ed esposizione, un caffe’ e un negozio. Tale struttura e’ inoltre utilizzata per accedere ad una rete di circa 80km di piste ciclabili e di escursionismo.
Whitelee Wind Farm e’ la conseguenza degli ambiziosi progetti energetici fissati dal governo scozzese. L’obiettivo e’ quello di produrre il 50% dell’energia necessaria da fonti rinnovabili entro il 2015 e soddisfare l’intero fabbisogno energetico con energia pulita entro il 2020, combinando di fatto la sicurezza energetica con sostenibilita’ ambientale e nuovi posti di lavoro.

Questo dimostra che vivere in un posto ventoso presenta anche qualche beneficio....

17 April 2013


In base alle ultime statistiche fornite dall’Agenzia Europea dell’ambiente (EEA), ogni cittadino europeo produce in media 500 chili di rifiuti urbani all’anno. Sebbene con notevoli differenze fra i vari Paesi, una buona parte di questo “tesoro” finisce tuttora in discarica. Una differente gestione dei rifiuti, consentirebbe infatti alle varie nazioni di risparmiare quattrini, incrementare il fatturato del settore e produrre preziosi posti di lavoro.
L’Unione Europea si e’ posta come obiettivo quello di riciclare almeno il 50% dei rifiuti urbani entro il 2020.

Oggi, a meno di sette anni da quel termine, a che punto siamo?

In base agli ultimi dati disponibili, relativi all’anno 2010, nel continente europeo ci sono cinque Paesi che tale obiettivo l’hanno gia’ raggiunto: Austria (63%), Germania (62%), Belgio (58%), Paesi Bassi (51%) e Svizzera (51%). Vi sono pero’ Paesi che non raggiungono nemmeno il 10% (Bulgaria e Romania).

Ne’ l’Italia ne’ la Scozia hanno al momento raggiunto il target stabilito dall’UE.  Per quanto possa essere considerato raggiungibile da entrambe, sia Italia sia Scozia presentano notevoli differenze a livello regionale. Nel 2010 il riciclo complessivo del Veneto (59%) era di gran lunga superiore rispetto a quello della Sicilia (9%). In Scozia, nel secondo trimestre 2011 la citta’ di Glasgow e la regione dell’East Renfrewshire facevano registrare risultati ben diversi fra loro (Glasgow 27%, East Renfrewshire 59% - dati: SEPA).  Particolare ancora piu’ curioso in questo caso, visto che le due regioni sono confinanti fra loro.
Contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla UE, migliorando di conseguenza l’ambiente nel quale viviamo, e’ piuttosto facile. Ai cittadini viene infatti richiesto di seguire le indicazioni fornite dai comuni nei quali si risiede, limitare (o evitare) l’acquisto di prodotti esageratamente confezionati o che utilizzano materiali inquinanti e non riciclabili.

4 April 2013


  • Crabshakk (www.crabshakk.com) - Minuscolo e affollato. Si mangia pesce. Spesso quasi in piedi o seduti su sgabelli in precario equilibrio. Da prenotare con grande anticipo.
  • Stravaigin (www.stravaigin.co.uk) - Quasi un'istituzione a Glasgow. Menu' interessante, a volte incomprensibile se non dotati di dizionario gastronomico. Servizio "friendly" e ottime opzioni vegetariane. Atmosferico il cafe' bar nel quale e' comunque possibile cenare;
  • Nanakusa (www.nanakusa.co.uk) - Non lontano dal centro, serve uno dei migliori sushi in citta'. Ottimo il the' verde, offerto con la ricarica gratuita senza limiti;
  • The Den (www.motherindiaglasgow.co.uk) - Cibo indiano servito in stile tapas. Economico e di qualita'. E' inoltre possibile cenare consumando la bottiglia di vino portata da casa (Come bere barolo nei ristoranti britannici).
  • Cafezique (www.delizique.com) - Un po' caffe'. Un po' bar. Un po' ristorante. Dall'atmosfera rilassata e con un menu' aggiornato regolarmente.

26 March 2013

Difficile litigare da queste parti. O almeno farlo in modo evidente, variando il tono della voce, l’espressione del viso. Difficile farlo nel momento in cui buona parte della societa’ si sveglia la mattina con l’obiettivo di evitare ogni forma di scontro, di conflitto.

Il risultato di tutto questo e’ una societa’ meno isterica, piu’ rilassata. Che rende il posto di lavoro un ambiente quasi sopportabile, la passeggiata al parco qualcosa di indespensabile, la guida piu’ rilassante, la cena al ristorante meno rumorosa. La cortesia regna sovrana. Sia fra persone che si conoscono, sia fra sconosciuti. Idem nella coppia, nella quale pare vigere la regola di essere in accordo su tutto, soprattutto nel momento in cui ci si relaziona con l’esterno.

E' semi-tollerato il confronto. Non lo scontro. Che e' spesso cio' che chi viene da fuori apprezza sin dall'inizio. E' pero' anche cio' che infastidisce chi lo considera un passo talvolta necessario per arrivare ad una conclusione, per risolvere un problema. Chi lo considera da preferire ad una eccessiva diplomazia, cosi' falsa, cosi' impersonale. Chi preferirebbe bussare al vicino per chiedergli di cambiare le rumorose abitudini senza doversi rivolgere (e pagare) the Noise and Nuisance Service. Chi vorrebbe evitare di inserire inutili apprezzamenti nelle lettere con le quali le aziende licenziano il dipendente.

Chiunque apprezza la cortesia. Solo a pochi piacciono arroganza e maleducazione. C'e' pero' un confine sottile fra cortesia e falsita'. Nel Regno quasi Unito, quel confine e' ben delimitato da una parola: however.

We are very impressed with your qualifications. However, we cannot offer you employment with our company.
You are a great guy and I have had so much fun with you.....however (e ridaje), I think we should just be friends.

Nelle valli lombarde however non si usa. Si parla a voce alta, grazie e prego si usano raramente e si e’ soliti esprimere opinioni anche e soprattutto quando non e’ necessario. Ma a volte e’ consentito litigare, imbizzarrirsi fino a  mandarsi a quel paese, talvolta anche dandosi del Lei. Senza nemmeno volerlo, quasi come se fosse uno sfogo necessario.

19 March 2013


Il Cliente che acquista beni di consumo nel Regno Unito ha in genere il diritto di recedere dal contratto e di restituire i prodotti acquistati entro i 28 giorni successivi alla data di acquisto. Sia per gli acquisti in negozio, sia per quelli effettuati online. Senza alcuna penalita’ e senza specificarne il motivo.

Ovvio, ci sono delle eccezioni. Alcuni prodotti sono esclusi per la loro natura intrinseca. Difficile pensare di restituire una mozzarella 28 giorni dopo averla acquistata ed ottenerne il rimborso.
Ritornare il prodotto con l’imballo originale integro non e’ sempre richiesto. Si parte infatti dal presupposto che sia diritto del consumatore poter toccare con mano cio’ che ha acquistato. Lo scontrino e’ necessario nel momento in cui si tratta di prodotti offerti da piu’ aziende, difficilmente riconducibili ad un determinato venditore. Altre volte e’ addirittura superfluo.
Nell'attuale mercato esistono inoltre casi di aziende che hanno deciso di andare oltre, arrivando ad offrire termini ben superiori ai classici 28 giorni.
Il retail e’ uno dei settori che maggiormente condiziona l’economia britannica. Si tratta di un settore da anni dominato dalle catene della grande distribuzione che operano in un mercato altamente competitivo che premia chi riesce ad assicurarsi la maggiore clientela. Prezzi estremamenti interessanti e un servizio di qualita’ sono la conseguenza evidente di tale fenomeno. Soddisfare il cliente e’ la regola. Dall’eterno sorriso della commessa alle infinite modalita’ per stuzzicare la curiosita’ del consumatore. Si tratta pero’ di un fenomeno che non non presenta solo vantaggi.
Grandi gruppi e catene hanno di fatto soppiantato migliaia di piccoli rivenditori indipendenti, rivoluzionando la composizione delle arterie commerciali delle citta’ britanniche. Al di fuori delle grandi citta’ e’ infatti spesso difficile trovare quel mix di catene e rivenditori indipendenti necessario per rendere lo shopping un’attivita’ quasi piacevole. Molti centri abitati di medio piccole dimensioni presentano infatti vie fra loro molto simili, anonime, nelle quali certi negozi si susseguono in ordine. Marks & Spencer posizionato sulla destra, poi a seguire Starbucks, Boots. Alla vostra sinistra abbiamo Tesco, Sport Direct, WH Smith, Thorntons ecc. ecc.

La soluzione sta forse nel mezzo. Mantenere l’ampia varieta’ di negozi indipendenti tuttora presente in Italia e’ essenziale. Ma e' anche importante proteggere la qualita’ del prodotto, aumentando la sensibilita’ del consumatore su tematiche riguardanti la sostenibilita’ della produzione e la provenienza dei prodotti. Obiettivi comunque compatibili con un servizio migliore per il cliente. Della commessa allergica al sorriso, malpagata dall’azienda che ostenta la capacita’ di non accontentare il cliente e’ comunque possibile farne a meno.

12 March 2013

Anime con poco in comune fra loro affollano il Brutti ma Buoni di Glasgow. Le labbra della studentessa con i capelli color ruggine sfiorano quelle della giovane scandinava dalla pelle candida. L’affermato architetto che lavora in zona siede al bancone del bar, quasi in disparte. Ordina una pinta mentre finge di leggere l’ultima copia dell’Herald. Non lontano, due giovani al tavolo parlano fra loro, disinteressandosi dei cocktail che il barista in canottiera ha appena servito loro. Si tengono per mano, i loro visi vicini. Troppo vicini per non attirare lo sguardo interessato del 35enne dalle sopracciglia disegnate con precisione. In piedi, fra quel tavolo ed il bancone del bar, finge di seguire le parole dell’amico al suo fianco. Senza pero’ impegnarsi troppo, considerando l’evidente desiderio di aggregarsi a quei due.

Ragazzi dai pantaloni quasi elasticizzati sorseggiano un drink color senape.
Mentre rumorose 45enni dal petto generoso e dalla coscia scoperta ridono a squarciagola fra loro.

Poco distante tre soggetti dalla pelle poco anglosassone. Sorseggiano con parsimonia una pinta di Tennet's. Forse il drink piu' economico, forse quello meno avventuroso. Schierati, poggiano il loro gomito destro sul bancone, alla Giuliano Gemma in "Il ritorno di Ringo". Rigorosamente griffati, forse pagati da Abercrombie & Fitch per ostentare quel logo.

Ne’ parlano. Ne’ sorridono.

Sguardo fisso nella medesima direzione: le bianche cosce delle 45enni.

Senza pieta’. Con un solo obiettivo: guardare.

Ohibo’! Anche questo e' il Made in Italy.




8 March 2013

  • Piove spesso? 
Esatto, spesso. Che non significa sempre. A Glasgow piove in media (solo) 166 giorni all’anno. In pratica un giorno su due. Qualche paragone? Ad Edimburgo 124 giorni all’anno. Manchester (144 giorni), Vancouver (169 giorni), Milano (76 giorni), Roma (79 giorni).


  • Il cibo e' terribile? 
Non sono d’accordo. Come ho gia’ scritto in In Gran Bretagna si mangia MA-LIS-SI-MO, parto dal presupposto sia possibile mangiare decentemente e a buon prezzo. 


  • Le ragazze sono facili? 
Cosi' sussurrano la maggior parte dei nostri connazionali, spesso considerandolo un aspetto importante quando si decide di espatriare (ahime'!). Sono probabilmente abituate a soridere di piu', forse anche a divertirsi di piu'. Il resto e' probabilmente solo un dettaglio, che ognuno interpreta a modo suo.


  • Sono tirchi? 
Non credo. Il consumismo da queste parti e' di gran moda. Si spende molto. Sia quando si hanno i mezzi per farlo, sia in assenza. 


  • La vita costa cara e si guadagnano tanti quattrini.
La Scozia non e’ affatto cara. Ma nemmeno il Regno Unito al di fuori di Londra. Il costo della vita e’ paragonabile a quello dell’ Italia settentrionale, con alcune differenze che spesso si compensano fra loro. Gli stipendi sono in genere leggermente piu’ alti che in Italia. Ma dipende da molti fattori, dalla tipologia di lavoro nonche’ dal titolo di studio. Non ero milionario in Italia, non lo sono da queste parti.   


  • Fanno tutti la coda? 
Sempre. Quasi uno sport nazionale. Senza escludere ciclisti e motociclisti, spesso al semaforo rigorosamente dietro le automobili. Da encomio.


  • Sono educati? 
Vero. La cortesia e l’educazione sono pratiche comuni. Sia fra persone che si conoscono fra loro, sia fra sconosciuti. Grazie, prego e per cortesia sono parole tuttora diffuse. Molto utilizzate e spesso accompagnate da un sorriso. 


  • Sono classisti? 
Difficile fare paragoni in questo caso. Popoli diversi, societa' diverse. Che mettono l'individuo nella condizione di interagire in maniera diversa con il prossimo, rendendo di fatto difficile fare un paragone con altre societa'. Ho l’impressione che molti britannici tendano a frequentare persone con le stesse abitudini, gli stessi gusti, all’interno della medesima classe sociale. Piu’ di quanto succeda in altri Paesi.


  • Ragazze (e ragazzi) sono ...rotondette(i)? 
Non una regola generale. Ma nemmeno un’eccezione. Mangiano e bevono di piu’, spesso meno bene, e si muovono anche meno. 


  • Glasgow e' in Inghilterra? 
La struttura del Regno Unito e' certamente particolare. A volte difficile da comprendere.  Ma Inghilterra e Regno Unito non sono sinonimi. Affatto.
Powered by Blogger.