Kirklee Terrace Lane

Queen's Park

Queen's Park

Millbrae Crescent

Queen's Dr

24 February 2013

La citta' e' un pochetto sciatta. In tutto. Si tratta di una caratteristica presente ovunque; qualcosa che accomuna sia le zone piu' povere sia quelle piu' abbienti. Forse cio' che rende Glasgow cosi' riconoscibile, quasi seducente. Porte e portoni non sono da meno, senza per forza anticipare in maniera cosi' evidente cio' che si trova dietro. Quasi come se il loro obiettivo fosse quello di soprendere chi si appresta a varcarli.








19 February 2013


Difficile non aver mai sentito una frase del genere. Troppe volte pronunciata da nostri connazionali.  Spesso un buon motivo per non considerare un trasferimento oltremanica.

Ovvio. Parliamo di alimentazione e siamo in Gran Bretagna. Una dieta non particolarmente equilibrata, unita ad abitudini alimentari spesso malsane hanno contribuito a creare un’immagine fortemente negativa del rapporto che gli abitanti del luogo hanno con il cibo. 
E’ tutto questo ingiustificato? Affatto.
Esiste infatti tuttora una consistente fetta di popolazione che non cucina, che abusa di alcool e tabacco, che assume zuccheri e grassi in eccesso. Bevande alcoliche e non dai colori psichedelici esistono eccome. Abbinamenti gastronomici estrosi e coraggiosi anche. Ma non esiste solo quello. Negli ultimi anni la cucina britannica ha comunque saputo rinnovarsi e crearsi una propria identita’.

Nei supermercati britannici e’ ora possibile trovare di tutto. Magari senza dimenticare che si tratta di un’isola, con un clima poco propenso alla coltivazione di alcune colture. Frutta e verdura sono spesso importate, soprattutto nei mesi invernali. Ma capita spesso la stessa cosa in Italia. Seguendo la stagionalita’ delle colture e’ pero’ possibile apprezzare i prodotti biologici locali e minimizzare l’acquisto di quelli importati. I prezzi sono spesso competitivi, paragonabili per la maggior parte dei prodotti a quelli che si possono trovare nei supermercati italiani.
Vivere in UK non significa inscriversi ad un corso di sopravvivenza. Supermercati quali Tesco, Asda, Morrissons e Sainsbury’s sono assolutamente paragonabili a quelli che si trovano in Italia. Waitrose, The WholeFoods Market e M&S anche migliori rispetto a quelli presenti in quello che i suoi abitanti chiamano Belpaese. E senza dimenticare i rivenditori locali, che spesso offrono prodotti di qualita’, biologici, permettendo all’industria alimentare nostrana di sopravvivere.
A Londra si mangia male? A 16 anni quasi ci credevo. Ora non piu’. Sono infatti poche le citta’ al mondo che possono vantare un’offerta gastronomica del genere. Sebbene in misura diversa, citta’ come Edimburgo, GlasgowManchesterBirmingham offrono comunque un’ampia scelta di ristoranti. A prezzi decenti, nei quali spesso lavorano persone abituate a sorridere al cliente.

Non e’ di conseguenza necessario organizzarsi con la scorta di scatolette di tonno prima di trasferirsi da queste parti. Probabilmente nemmeno svolazzare per l’Europa con pacchi di pasta Barilla nel trolley. 

14 February 2013

Ecco qui sotto la mia intervista pubblicata su espatriatipercaso.com.

1. Raccontaci chi sei e che cosa facevi in Italia prima di partire.

Sono un italo-lombardo, poco piu’ di trent’anni, a Glasgow dal 2005. Non sono figlio di papa’ e conducevo una vita per molti aspetti normale. Vivevo in una citta’ che mi piaceva (Milano) e lavoravo per un gruppo bancario nazionale.

2. Perché hai scelto proprio Glasgow e la Scozia tra tutti i paesi?

Glasgow nemmeno l’ho scelta. Nonostante avessi un buon lavoro ed una vita che mi soddisfava, desideravo comunque fare un’esperienza lavorativa all’estero, possibilmente in un paese anglosassone. Per questo motivo ho acchiappato al volo un’opportunita’ di lavoro offerta da un’azienda americana con uffici in Scozia.

3. Che cosa consigli di fare agli italiani prima della partenza per il Regno Unito/Scozia?

Rilassarsi. E apprezzare il Paese che li ospitera’ per quello che offre loro. Nessuna nazione e’ perfetta. Impegnarsi ad individuare le cose che non ci piacciono e’ spesso un modo per sprecare tempo e non vivere pienamente un’esperienza.

4. Che cosa fai in Scozia?

Sono una specie di ragioniere. Quasi bilingue e specializzato (insomma…). Lavoro per il finance department di un’azienda manifatturiera scozzese.

5. Principali differenze tra Italia e Scozia sia lavorative che sociali.

La vita lavorativa e’ secondo me un pochetto piu’ rilassata da queste parti. Si lavora meglio, spesso meno che in Italia . Le opportunita’ sono certamente maggiori, anche se in diminuzione rispetto a qualche anno fa. Al di fuori del lavoro la vita sociale e’ influenzata dal meteo. Il sabato pomeriggio non vado in spiaggia e la crema solare non la uso da un pezzo. Per il resto, vivendo in una citta’, lo stile di vita e’ piuttosto simile a quello che si puo’ trovare in altre citta’ europee. Siamo nel Regno Unito, di conseguenza non mancano certo i posti dove bere una buona birra.

6. Cosa ti manca dell'Italia?

Il Sole e i pizzoccheri.

7. Cosa può andare a fare un italiano in Scozia?

Conoscendo l’inglese, di tutto. Se accompagnato da un buon titolo di studio e’ quasi possibile competere ad armi pari con la gente del posto. Senza il requisito linguistico e’ comunque possibile lavorare in italiano, soprattutto nei call centre. Ma anche in bar, pub e ristoranti con un inglese poco piu’ che scolastico.

8. Ci sono molti italiani in Scozia?

Tanti. Soprattutto fra Edimburgo e Glasgow. Chi ci viene per studiare, chi per lavoro, ci perche’ acchiappato da una fanciulla indigena.

9. Raccontaci un aneddoto che dia un'idea della Scozia.

La Scozia e’ popolata da circa 7 milioni di pecore e poco piu’ di 5 milioni di esseri piu’ o meno umani. Al di fuori di Edimburgo e Glasgow, nelle quali si concentra la maggior parte della popolazione, la Scozia vanta sterminate distese incontaminate, paesaggi mozzafiato che alternano spiagge bianche a prati di un verde intenso, vallate rocciose a boschi secolari popolati da cervi. Considero infatti la vera Scozia quella rurale, quella nella quale resistono tuttora tradizioni che rendono cosi’ riconoscibile questa nazione.

10 February 2013

Oggi si parla di una delle poche cose che mancano all'Italia. Dopo la cocente sconfitta patita a Murrayfield, non e' infatti il caso di infierire ulteriormente e ricordarne delle altre.
BYOB e' un acronimo di origine anglosassone che letteralmente significa "Bring your own bottle(s)". Viene utilizzato dai ristoranti che intendono dare la possibilita' ai propri clienti di portarsi vino o birra da casa, in cambio di una modesta corkage fee (dai £2 ai £5 per una bottiglia di vino o 4 bottiglie di birra). E' comunque necessario precisare che non in tutti i ristoranti e' possibile presentarsi alla porta con la bottiglia di Brunello sotto braccio. A Glasgow, sono attualmente una quarantina quelli che offrono un servizio del genere. A volte si tratta di ristoranti di seconda fascia, che offrono il BYOB come ulteriore servizio per la propria clientela; altre volte di attivita' che considerano troppo costosa la licenza necessaria per vendere bevande alcoliche, e che di conseguenza adottano una diversa strategia commerciale. Non mancano comunque ristoranti assolutamente decenti, nei quali il cliente e' ben contento di bere vini che se acquistati nel locale stesso avrebbero prezzi ben diversi.
Geniali gli abitanti del Regno poco Unito. Nel momento in cui si apprezza il cibo di un determinato ristorante che offre questo servizio, e' infatti possibile abbinare quel cibo ad un'infinita ed economica lista vini.




6 February 2013



Secondo il General Register Office, anche in Scozia la popolazione vive piu’ a lungo rispetto a 10 anni fa. Per quanto scontato, si tratta di un dato importante in un Paese con forti diseguaglianze sociali. La speranza di vita alla nascita e’ aumentata di quasi 3 anni per gli uomini e circa due anni per le donne. In base alle statistiche che riguardano gli anni 2008/2010, la speranza di vita in Scozia e’ ora di 75.8 anni per gli uomini e 80.4 per le donne.

I dati pubblicati mostrano comunque evidenti differenze fra le varie aree amministrative. La regione di Glasgow (Strathclyde) include sia l’aerea con la migliore speranza di vita, sia quella con la peggiore. Nell’ East Dunbartonshire si registra la piu’ alta speranza di vita della Scozia (79.4 per gli uomini, 82.7 per le donne); a Glasgow la piu’ bassa (71.6 per gli uomini, 78.0 per le donne). Le persone che vivono nelle aree rurali del Paese tendono inoltre a vivere piu’ a lungo rispetto alle persone che vivono in citta’.

Gli scozzesi presentano inoltre un’aspettativa di vita alla nascita inferiore rispetto al resto del Regno Unito (-2.4 anni per gli uomini, - 1.9 per le donne). All’interno dell’Unione Europea, la Francia presenta la piu’ alta speranza di vita alla nascita per le donne (85.0 anni) mentre la Svezia la piu’ alta per gli uomoni (79.4 anni).

Si tratta ovviamente di dati da prendere con le pinze. Gli anni di vita in buona salute sono per esempio ben piu’ importanti rispetto a quelli vissuti con patologie che limitano le normali attivita’ quotidiane. Nonostante questo, si tratta comunque di informazioni che confermano l’esistenza di marcate differenze sociali. Nella medesima societa’ vivono comunita’ di persone con abitudini ben diverse fra loro che tendono a generare un differente stile di vita.

3 February 2013

Quasi nascosta. E non solo per giustificarne il nome. 
Fra il Park District, che ricorda la New Town georgiana di Edimburgo, ed il fiume Clyde. Affettuosamente battezzata Hidden Lane, si trova a pochi passi da Argyle Street. 
Il quartiere nel quale si trova, Finnieston, e' tuttora soggetto ad opere di riqualificazione urbana e deindustrializzazione. A seguito del recente sviluppo, diversi bar e ristoranti hanno aperto i battenti. Nonche' gallerie d'arte e negozi di vario genere che hanno trasformato la zona in un'area particolarmente apprezzata da studenti, artisti e gente con poca dimestichezza con la vita d'ufficio.





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